Libia, dove più che sul Titanic si sta sull'Andrea Doria

15 LUG 11
Ultimo aggiornamento: 01:21 | 5 AGO 20
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In questo giorno radioso, in cui Tremonti ci ricorda che siamo sul Titanicdell'Europa, l'Eni, dovrebbe ricordare a tutti che è una grande impresaeuropea. Che sia anche italiana è fatto secondario. In Libia pero', hadovuto lasciare ad americani, russi e cinesi, in tal modo impoverendol'unione in un settore assai piu' che strategico: l'energia. La credibilitàè scesa, ma soprattutto, l'Italia e la sua drammatica politica energeticasi sono trovate sotto il fuoco amico francese. Comincia a divenireintollerabile che la politica delle alleanze italiana ci porti solo deiguai, e che delle procedure di infrazione non possano essere fatte valere,quando in gioco ci sono interessi tanto strategici. Il governo ha preso unabbaglio a farsi guidare dalle voci di piazza, e non dallo spettro deipossibili danni economici, mentre la moral suasion di Napolitano si è fattasentire su un argomento che si è rivelato una cantonata colossale. Perquesto danno incalocolabile non pagherà certo Pantalone, ma neancheSarkozy. A pagare saranno tutti gli italiani, ai quali verrà detto "paga dipiu' o niente energia". Piu' che sul Titanic europeo, per quanto riguarda laLibia, siamo davvero sul bell'Andrea Doria, speronati ancora una volta da untransatlantico europeo. Naturalmente nella fiera delle responsabilità,anche allora gli svedesi accusarono il comandante italiano, Pietro Calamai:c'e' sempre un premier che fa da capro espiatorio.